· Protezione del patrimonio

Successione e conti bloccati: cosa fare nei primi mesi

Il conto bloccato, le bollette che arrivano lo stesso, documenti da cercare. Quello che una famiglia scopre nei mesi più difficili, quando è tardi.

di , consulente finanziario a Perugia

Successione e conti bloccati: cosa fare nei primi mesi

«Non sapevo nemmeno in quali banche avesse i conti»

È una frase che ho sentito più di una volta, sempre detta a bassa voce. Di solito da una moglie o da un figlio, qualche settimana dopo un funerale. In molte famiglie, soprattutto quando c’è un imprenditore o un professionista, è una persona sola a occuparsi dei soldi. Gli altri si fidano, e non hanno mai avuto bisogno di sapere.

Poi quella persona non c’è più. E nel momento in cui la famiglia ha meno energie, deve affrontare una serie di passaggi pratici che nessuno le ha mai spiegato.

Il conto si blocca

Quando la banca viene a sapere della scomparsa del titolare, in genere blocca i conti intestati a lui. Lo sblocco richiede la documentazione prevista, compresa la prova della dichiarazione di successione oppure la dichiarazione che non vi è obbligo di presentarla. Gli ulteriori passaggi dipendono dall’operazione richiesta e dalla situazione degli eredi. Anche sui conti cointestati la parte del defunto può diventare indisponibile, con regole che dipendono dal tipo di conto e dalla banca.

Intanto la vita continua. Bollette e rate del mutuo restano da pagare, anche se gli addebiti sul conto bloccato possono interrompersi. Se il reddito della famiglia passava tutto da quel conto, il problema è immediato.

Le scadenze

In pochi mesi si accumulano adempimenti precisi:

  • la dichiarazione di successione, da presentare in genere entro dodici mesi dalla scomparsa, con l’elenco completo di beni, conti, investimenti e debiti;
  • le imposte collegate, quando dovute, con scadenze diverse: ipotecaria e catastale normalmente in sede di dichiarazione; imposta di successione autoliquidata entro novanta giorni dalla scadenza del termine per presentarla;
  • le volture di immobili e utenze;
  • la dichiarazione dei redditi dell’anno della scomparsa, a carico degli eredi;
  • se c’è un’azienda o uno studio, la continuità dell’attività: chi firma, chi paga i dipendenti, chi parla con i clienti.
Passaggio Quando e cosa verificare
Informare la banca e raccogliere i documenti Dopo il decesso; gli effetti sui rapporti dipendono anche dalle intestazioni
Presentare la dichiarazione di successione Generalmente entro dodici mesi; non occorre aspettare la scadenza
Pagare ipotecaria e catastale, se dovute Normalmente in sede di dichiarazione
Pagare l’imposta di successione autoliquidata Entro novanta giorni dalla scadenza del termine per presentare la dichiarazione
Sbloccare le somme Appena completati i presupposti e i documenti richiesti; non esiste un’attesa obbligatoria di dodici mesi

Un esempio con i numeri

Facciamo un esempio ipotetico. Una famiglia ha un patrimonio di circa 900.000 euro: la casa, un secondo immobile, due conti in due banche diverse, un deposito titoli. Tutto è intestato al marito, che era anche l’unico a seguirlo. La moglie non ha un conto proprio con disponibilità rilevanti. Le spese della famiglia sono di circa 3.500 euro al mese.

Se servono sei mesi per sbloccare le somme, la famiglia deve trovare oltre 20.000 euro per le spese correnti, più le imposte e i costi della successione, più eventuali spese impreviste. Il patrimonio c’è. Ma per mesi non è disponibile.

Gli errori più comuni

  • Tutto intestato a una sola persona, per comodità o per abitudine.
  • Nessun elenco aggiornato di conti, investimenti, polizze, debiti, contatti utili.
  • Il coniuge senza una disponibilità propria per far fronte ai primi mesi.
  • Non sapere chi sono i beneficiari indicati su eventuali contratti, né se le indicazioni sono ancora quelle volute.
  • Pensare che “tanto la legge regola tutto”: regola, ma con tempi e passaggi che una famiglia non preparata vive come un secondo lutto.

Esistono modi diversi, previsti dalla legge, per rendere questi mesi meno pesanti. Quali abbiano senso dipende dalla famiglia, dal patrimonio e da come è intestato. Ma tutti hanno una cosa in comune: vanno decisi prima.

Le domande giuste da farsi

  • Se domani non ci fossi, la mia famiglia saprebbe dove sono i conti e gli investimenti?
  • Mio marito, mia moglie, i miei figli avrebbero liquidità disponibile per sei mesi senza toccare i miei conti?
  • So come la mia banca tratta i conti cointestati in caso di scomparsa di uno dei titolari?
  • I beneficiari che ho indicato negli anni sono ancora quelli che voglio?
  • C’è qualcuno, oltre a me, che conosce il quadro completo?

Se vuoi guardarlo con i tuoi numeri, richiedi un primo incontro.

Se ti è stato utile, passalo a qualcuno

← Torna agli articoli