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Investimenti in più banche: il portafoglio fatto a pezzi

Un fondo preso in filiale anni fa, titoli ereditati, una polizza per i figli, un conto online. Ognuno aveva senso. Insieme, nessuno li ha mai guardati.

di , consulente finanziario a Perugia

Investimenti in più banche: il portafoglio fatto a pezzi

«Ho un po’ di cose in giro»

Quando chiedo a un nuovo cliente come sono investiti i suoi risparmi, la risposta più sincera che ricevo è questa: «Ho un po’ di cose in giro». Poi, con calma, escono i documenti. Un fondo sottoscritto in filiale nel 2008, quando c’era il direttore di allora. Una polizza aperta per i figli. I titoli ereditati dal padre, mai toccati. Un conto online aperto per curiosità. Un immobile in affitto. Qualcosa presso la banca dell’azienda.

Nessuna di queste scelte era sbagliata quando è stata fatta. Ognuna rispondeva a un’esigenza, a un momento, a una persona di fiducia. Il problema è che nessuno le ha mai guardate tutte insieme.

Come nasce un portafoglio a pezzi

Il patrimonio di un imprenditore o di un professionista si forma per stratificazione. Ogni anno buono lascia qualcosa, e quel qualcosa finisce dove capita: nella banca dove c’è il conto dello studio, presso il consulente consigliato da un amico, in un prodotto proposto al momento giusto. Ogni interlocutore vede la propria parte. Nessuno vede l’insieme, e nessuno è responsabile dell’insieme.

Il risultato assomiglia a una casa costruita in trent’anni da muratori diversi, ognuno dei quali ha fatto bene la sua stanza.

Cosa succede quando nessuno guarda l’insieme

Facciamo un esempio, con numeri ipotetici. Una famiglia ha 650.000 euro investiti presso quattro intermediari diversi. Guardando ogni posizione separatamente, sembra un patrimonio ben diversificato: tanti strumenti, tante case di gestione, tanti nomi. Messe insieme, le posizioni raccontano un’altra storia.

  • Sovrapposizioni. Tre fondi azionari comprati in anni diversi, aperti uno per uno, investono in larga parte nelle stesse grandi società. La diversificazione è apparente.
  • Concentrazioni non volute. Sommando tutto, una parte importante del patrimonio dipende dallo stesso settore, o dalla stessa area geografica, o dalla stessa valuta.
  • Costi sommati. Ogni intermediario ha i suoi costi. Presi uno per uno sembrano contenuti; sommati, possono diventare una cifra che nessuno ha mai calcolato in euro.
  • Fisco disperso. Le perdite fiscali maturate presso un intermediario non si compensano automaticamente con i guadagni realizzati presso un altro. Capita di pagare imposte su un guadagno mentre una perdita utilizzabile resta ferma altrove, fino a scadere.
  • Un rischio che nessuno misura. Ogni pezzo ha il suo profilo di rischio. Quello del patrimonio nel suo complesso non lo conosce nessuno, neanche il cliente.

Il problema non è il numero di banche

Avere rapporti con più banche non è un errore in sé. A volte è una scelta sensata. Il problema è l’assenza di un disegno: un portafoglio costruito a pezzi non ha un obiettivo, perché ogni pezzo è nato con il suo. E un patrimonio senza obiettivo non si può valutare. Non si può dire se sta andando bene o male, perché non si sa rispetto a cosa.

Gli errori più comuni

  • Pensare che più strumenti significhi automaticamente più diversificazione.
  • Valutare ogni investimento da solo, confrontandolo con il suo andamento e non con il ruolo che ha nel patrimonio.
  • Tenere posizioni per affetto o per abitudine: “erano di mio padre”, “me l’ha consigliato una persona di cui mi fido”.
  • Non sapere quanto si paga in tutto, in euro, ogni anno.
  • Riordinare tutto in una volta, vendendo senza calcolare imposte, costi di uscita e tempi.

Le domande giuste da farsi

  • Saprei scrivere su un foglio, oggi, tutto ciò che possiedo e dove si trova?
  • Quanto pago in costi ogni anno, sommando tutti gli intermediari?
  • Ho perdite fiscali da qualche parte che potrei non riuscire a utilizzare?
  • Se i mercati azionari perdessero il 25%, quanto perderebbe il mio patrimonio nel suo insieme?
  • Ogni investimento che ho ha uno scopo preciso, o è lì perché c’è sempre stato?

Se vuoi guardarlo con i tuoi numeri, richiedi un primo incontro.

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