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Liquidità aziendale ferma: tranquillità o occasione persa?

Molte PMI tengono molta liquidità sul conto aziendale. È prudente, ma spesso nessuno ha deciso quanta ne serve davvero e a cosa serve il resto.

di , consulente finanziario a Perugia

Liquidità aziendale ferma: tranquillità o occasione persa?

Un’abitudine molto italiana

Nelle piccole e medie imprese italiane c’è un tratto ricorrente, che in fondo è un pregio: la prudenza. Molti imprenditori ricordano bene le crisi degli ultimi quindici anni, le difficoltà di accesso al credito, i ritardi nei pagamenti. E hanno imparato a tenere una riserva di cassa robusta.

È un comportamento sano. Ma accade spesso che quella riserva cresca anno dopo anno, alimentata dagli utili non distribuiti, senza che nessuno si fermi a chiedersi: quanta ne serve davvero? E il resto, a cosa serve?

Un po’ di teoria: le tre funzioni della liquidità

In finanza aziendale si distinguono tradizionalmente tre motivi per cui un’impresa tiene liquidità. Li aveva già descritti Keynes, e sono ancora un’ottima griglia di lettura.

  • Motivo transazionale: la cassa necessaria per pagare fornitori, stipendi, imposte, rate. È la liquidità operativa, quella del ciclo quotidiano.
  • Motivo precauzionale: la riserva per far fronte a imprevisti, come un cliente che non paga, un calo di fatturato, un fermo produttivo.
  • Motivo speculativo (o, in termini più moderni, strategico): la liquidità tenuta per cogliere opportunità, come un investimento, un’acquisizione, un’espansione.

Il punto è che queste tre funzioni hanno orizzonti temporali e bisogni molto diversi. La prima serve nei prossimi giorni e settimane. La seconda deve essere disponibile rapidamente, ma forse non verrà mai usata. La terza ha tempi incerti, a volte lunghi.

Tenerle tutte insieme, sullo stesso conto e nella stessa forma, significa trattare in modo identico soldi che hanno scopi diversi.

Il costo invisibile

La liquidità ferma sul conto aziendale ha lo stesso problema di quella sui conti personali: perde potere d’acquisto nel tempo. Con in più alcune specificità.

  • Spesso rende poco o nulla, e in alcuni casi ha costi di tenuta.
  • È esposta al rischio di controparte della banca presso cui è depositata, soprattutto se concentrata su un solo istituto e per importi elevati. La garanzia dei depositi copre fino a 100.000 euro per depositante e per banca, una soglia che per un’azienda può essere superata facilmente.
  • In alcuni casi l’azienda ha debiti bancari a tassi superiori a quanto rende la liquidità che tiene sul conto. Una situazione che vale la pena almeno verificare.

Non è solo una questione di rendimento

Gestire la tesoreria aziendale non significa trasformare l’azienda in un fondo di investimento. L’impresa ha un mestiere, ed è quello che deve fare. Ma la liquidità è comunque un asset, e come ogni asset va gestita con criterio.

C’è anche una dimensione più ampia. La liquidità accumulata in azienda è spesso, di fatto, patrimonio della famiglia imprenditoriale che non è mai stato pianificato come tale. Può servire allo sviluppo dell’impresa, può essere distribuita, può essere destinata a obiettivi di lungo periodo. Ognuna di queste strade ha implicazioni fiscali, societarie e patrimoniali diverse, e non sempre la scelta di default, cioè lasciarla lì, è la migliore.

Le domande giuste da farsi

  • So qual è il fabbisogno di cassa operativo della mia azienda nei prossimi 12 mesi, tenendo conto della stagionalità?
  • Quanta liquidità tengo come riserva precauzionale, e per quale scenario l’ho dimensionata?
  • La liquidità in eccesso rispetto a queste due esigenze ha una destinazione precisa, o si è semplicemente accumulata?
  • È concentrata su un’unica banca? Conosco l’esposizione verso ciascun istituto?
  • Ho debiti bancari a un costo superiore al rendimento della liquidità che tengo ferma?
  • La liquidità aziendale fa parte di una visione complessiva del patrimonio della mia famiglia, oppure è un mondo separato?

Un’azienda solida si riconosce anche da come tratta la propria cassa. Non da quanta ne ha, ma da quanto sa perché la tiene.

Se vuoi capire cosa vale per la tua azienda, con i suoi numeri, parliamone.

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