«L’azienda va bene, ma io di mio ho poco»
È una frase che sento spesso da imprenditori con società solide, bilanci in utile da anni e una buona liquidità aziendale. Poi guardiamo il patrimonio personale e troviamo la casa, un conto corrente e poco altro. Tutto il resto è rimasto dentro l’impresa.
Decidere se distribuire gli utili o lasciarli in società è una delle scelte che un imprenditore fa ogni anno, spesso senza accorgersene. Di solito la decide l’abitudine, o il timore delle imposte. Vale la pena guardarla con più attenzione.
Patrimonio dell’azienda e patrimonio della famiglia non sono la stessa cosa
Finché l’azienda va bene, la distinzione sembra teorica: la società è mia, quindi i suoi soldi sono miei. Giuridicamente non è così. La liquidità della srl appartiene alla srl, risponde dei suoi debiti, segue il suo destino.
Questo significa che un patrimonio familiare costruito solo dentro l’impresa è un patrimonio concentrato su un unico rischio. Se il settore attraversa una crisi, se arriva una causa importante, se il passaggio ai figli non va come previsto, quel patrimonio è esposto per intero.
Quanto costa portare a casa un utile: le imposte in due passaggi
Il motivo per cui molti lasciano gli utili in azienda è fiscale, ed è comprensibile. Consideriamo una srl nel regime IRES ordinario e un socio persona fisica residente che detiene la partecipazione fuori dall’attività d’impresa. L’utile incontra due livelli di imposizione:
- prima in società, con l’IRES al 24% (più l’IRAP, che si calcola su una base diversa);
- poi, quando viene distribuito come dividendo a una persona fisica, con un’imposta del 26%.
Trascurando l’IRAP e ipotizzando che utile civilistico e imponibile IRES coincidano, su 100 euro di utile lordo dopo l’IRES ne restano 76. Distribuiti, diventano circa 56 netti in tasca al socio. Lasciati in azienda, restano 76 disponibili per la società. La differenza è reale, ma è solo metà del ragionamento.

Un esempio con numeri ipotetici: vent’anni di utili lasciati in società
Facciamo un esempio, con numeri ipotetici. Una srl produce ogni anno 150.000 euro di utile dopo le imposte. Per vent’anni il socio unico non distribuisce nulla, se non il necessario per vivere attraverso il compenso.
Dopo vent’anni, in società si sono accumulati 3 milioni di riserve, in parte investiti in impianti, in parte fermi sul conto. Il patrimonio personale dell’imprenditore, invece, è fatto della casa e di poche centinaia di migliaia di euro.
A questo punto ogni decisione diventa più difficile. Distribuire 3 milioni di riserve di utili ordinariamente soggette al 26% comporterebbe 780.000 euro di imposta. Ma riserve contabili non significa cassa disponibile: prima occorre verificare distribuibilità e liquidità, soprattutto se il denaro è stato investito in impianti. Vendere l’azienda significa trattare anche sul valore di quella cassa. Passarla ai figli significa passare anche i 3 milioni, con tutte le questioni di equilibrio tra chi lavora in azienda e chi no. Ne ho parlato a proposito di come proteggere il patrimonio di famiglia.
I rischi di tenere tutto dentro l’impresa
Lasciare gli utili in società ha senso quando servono davvero: investimenti, crescita, una riserva per i momenti difficili. Diventa un rischio quando si accumulano per inerzia. I principali:
- concentrazione: famiglia e azienda dipendono dalla stessa fonte;
- liquidità ferma in società che non rende e non è disponibile per la famiglia;
- un passaggio generazionale più complicato, perché tutto il valore è in un solo bene, difficile da dividere.
Esistono anche strade intermedie, come il compenso dell’amministratore o il trattamento di fine mandato, che spostano reddito dalla società alla persona con regole fiscali diverse. Ognuna ha costi e condizioni proprie, e vanno messe a confronto con i numeri di ciascuno.
Le domande giuste da farsi
- Che quota del patrimonio della mia famiglia è, oggi, dentro l’azienda?
- Le riserve accumulate in società servono a un progetto preciso, o sono lì per abitudine?
- Se l’azienda attraversasse tre anni difficili, la mia famiglia ne risentirebbe direttamente?
- Ho un criterio per decidere ogni anno quanta parte degli utili portare a casa?
- Come immagino il passaggio ai miei figli, se tutto il valore resta in società?
Se vuoi capire cosa vale per la tua azienda, con i suoi numeri, parliamone.



